Panorama di Cessapalombo
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Cessapalombo

-Abbazia San Salvatore
Testimonianza di tale costruzione è tuttora la cripta, nella quale si trova un affresco di Madonna con Bambino; ci resta una croce stazionale in rame dorato,una campana del sec. XIII, una porticina di ciborio del XIV, due altari affrescati del XVI sec.
Indirizzo Fraz. Monastero
approfondimenti
Data costruzione: XI Secolo
-Castello di Montalto
Del Castello di Montalto si hanno notizie già dal IX secolo D.C. Era di proprietà della Famiglia dei Paganelli, prima vassalli dei Brunforte di Roccacolonnalta poi dei Varano da Camerino. Già dal sec. XIII diventa di proprietà dei Varano e, ne costituisce, insieme alla Rocca di Col di Pietra il primo baluardo difensivo; per questo motivo Rodolfo Il di Varano ci fece aggiungere una rocca. Il Castello di Montalto è dotato di tre cinte murarie; quella più esterna, aggiunta in un secondo momento (ne resta uno scorcio e la torre), entro queste mura vivevano i castellani e la servitù. Eretta a protezione dei soldati e in generale di tutti gli addetti alla difesa era la seconda cinta muraria; la terza, la più interna, difendeva invece i vassalli e i signori di turno, vi troviamo anche una cisterna idrica, che assicurava un'importante riserva d'acqua a tutta la comunità. Le torri, a base circolare e quadrata, testimoniano le numerose edificazioni subite nel corso degli anni.
Il Castello di Montalto è dotato di tre cinte murarie; quella più esterna, aggiunta in un secondo momento (ne resta uno scorcio e la torre), entro queste mura vivevano i castellani e la servitù. Eretta a protezione dei soldati e in generale di tutti gli addetti alla difesa era la seconda cinta muraria; la terza, la più interna, difendeva invece i vassalli e i signori di turno, vi troviamo anche una cisterna idrica, che assicurava un'importante riserva d'acqua a tutta la comunità. Le torri, a base circolare e quadrata, testimoniano le numerose edificazioni subite nel corso degli anni.
Stile: Romanico-gotico

Proprietà: Signori Varano
Data costruzione: IX Secolo
-Chiesa di Monastero
Conosciuta anche come Santa Maria in Insula, nella frazione di Monastero. L'Abbadia ha la cripta, magnifica nella sua struttura, con le volte a crociera sorrette da nove colonne ed un pilastro. Qui furono ritrovati frammenti di laterizio di origine romana. Fino ad alcuni anni fa, adiacente all'Abbadia era visibile un museo di materiali rinvenuti durante gli scavi di sistemazione dell'Abbadia stessa, allestito da padre Natale Sartini, ora conservato all'interno dell'abitazione del parroco.
L'alta valle del Fiastrone, ha una tradizione schiettamente benedettina. Una figura significativa e quella di Romualdo, santo ravennate, figlio del duca Sergio, nato nel 952 e morto il 19 giugno 1027 all'età di 75 anni. Secondo San Pier Damiani, San Romualdo, che avrebbe condotto per molti anni vita eremitica, era un uomo di forte ingegno, di tenaci propositi, di coraggio indomabile, mite, gioviale. Di carattere tutto singolare, sembra che non potesse avere un domicilio fisso; le sue peregrinazioni furono lunghe e continue e tra i vari paesi toccò anche il territorio di Camerino. In tutte queste peregrinazioni, interpretando rigorosamente lo spirito della "Regola" di San Benedetto, cercò di riaffermare in seno ai monasteri benedettini la necessita della vita eremitica. San Romualdo, visitando il Camerinese tra il 1005 e il 1009 rinsaldò l'eremitaggio di Rio Sacro. L'intensa vita spirituale, alimentata dal lavoro e dalla preghiera, non tardò a produrre frutti di specchiata santità. Nel 1030 fiorirono in San Salvatore un S. Ronaldo da Camerino e un S. Firmano da Fermo il quale vi ricevette l'ordinazione sacerdotale (come attesta San Pier Damiani). Sopra i loro corpi, scrive San Pier Damiani, per volontà dell'assemblea sacerdotale, sono stati eretti i sacri altari ove si celebrano i divini misteri rendendo testimonianza ai loro miracoli. San Romualdo rifondò anche l'Abbadia, oggi in parte ristrutturata, in posizione isolata a valle, dell'attuale frazione di Monastero, chiamata allora "Santa Maria in Insula" oggi San Salvatore. Difatti durante i lavori di restauro dell'abbadia sono apparse, a conferma, strutture precedenti di stile Romualdino e quattro torri ad impianto Ravennate. Intorno al 1050, sotto il Vescovo di Camerino Atto, i Benedettini di Santa Maria in Insula, furono chiamati entro le mura di San Ginesio per officiare le funzioni nella chiesa di San Pietro, oggi San Francesco, costruita a Capocastello e pertanto dovettero, per obbedienza, lasciare la loro abbadia. Per ordine di Onorio III, circa duecento anni dopo, i monaci furono costretti a ritornare di nuovo alla vecchia abbadia, pena la soppressione dell'Ordine. Lasciarono la chiesa di San Pietro ad un sacerdote diocesano e ad un fratello laico. Trovarono la chiesa ed il monastero in pessime condizioni. A Monastero tuttavia non rimasero in pace e continuarono poi a non avere vita facile poiché lo stesso Onorio III, nel 1226, in il monastero alla mensa vescovile di Senigallia. I Ginesini non furono contenti di questo provvedimento poiché il monastero di Santa Maria dell'Isola passò dalla giurisdizione del Vescovo di Camerino a quella di Spoleto. Nel 1229 "Rinaldo", legato imperiale della Marca di Ancona e Duca di Spoleto, restituì Santa Maria dell'Isola a San Ginesio confermandole tutti gli acquisti fatti precedentemente tra cui anche il castello di Isola (fraz. Monastero).
Indirizzo Monastero
-Chiesa di S.Filippo Neri
Appartenente, come Casigliano, all'ambito territoriale più antico di Cessapalombo, deriva il suo nome dall'onomastico germanico (sassone) Botto da riportare verosimilmente in epoca altomedioevale.
Indirizzo Fraz. Colbottoni
-Chiesa di San Benedetto
Interna al Castello è l'antica Chiesa di San Benedetto, ricordata già in documenti del 1299-1300. Durante i recenti restauri sono affiorati almeno due strati di affreschi. Sulla parete dietro l'altare è emersa una nicchia affrescata in cui è riconoscibile San Girolamo. Delle pareti laterali, un tempo affrescate per intero, restano solo due nicchie con i seguenti affreschi: il "Sant'Antonio Abate" del 1544 (artista sconosciuto) e la "Madonna con Bambino" del 1545-1546 contornata da "i Misteri del Rosario" di Giovanni Andrea de Magistris (1526). La nicchia ricavata sopra l'altare ospita un antico Crocefisso ligneo, un tempo molto venerato dalle popolazioni circostanti.
Indirizzo Tribbio di Montalto
-Chiesa di San Giovanni Battista
Fu costruita dopo la distruzione della prima, lo ricorda un mattone, affisso ad una parete esterna, sulla quale si legge la data: 1611. Nell'interno, sullo sfondo dell'altare, v'è un quadro della Madonna con il Bambino: a sinistra (in basso) S. Giovanni, che tiene in mano un grafico, che raffigura il Castello turrito, e lo affida alla protezione di S. Benedetto, effigiato in basso dalla parte destra. Vicino un piccolo quadro, che rappresenta parimenti S. Giovanni Battista, che tiene in braccio un agnello, simbolo di Cristo (...ecco l'Agnello di Dio...).
Indirizzo Col di Pietra - Fraz. Villa
Proprietà: Privata
-Chiesa Parrocchiale di Cessapalombo “Sant’Andrea”
Si può ammirare una statua lignea detta "Madonna dell'Impollata"; l'espressività della figura fa pensare che l'anonimo autore fosse uno scultore di notevole talento.
Data costruzione: XIV Secolo
-Chiesa S. Maria Ausiliatrice
Dietro l'altare si erge il dipinto "Mater Misericordiae con cavalieri" del camerte Girolamo di Giovanni risalente al 1400.
Indirizzo Villa di Montalto
Data costruzione: XIV Secolo
-Edicola dell’Impollata
La piccola edicola votiva dedicata alla Madonna dell'Impollata, ancora si mantiene bene, forse perchè il culto presso questa edicola è ancora molto forte. All'interno dell'edicola troviamo un affresco su muro della Madonna con Bambino, un quadretto di nessun valore (forse S. Francesco) ed un'altro quadretto con un ex voto forse fatto da qualcuno il quale ha ricevuto una grazia da questa Madonna.
Indirizzo Colbottoni
-Grotta dei Frati
Escavazione nella roccia eseguita probabilmente dai frati che vi praticavano l'eremitaggio; all'ingresso una nicchia che fa pensare ad una cappella.
Le Grotte sono chiamate "dei Frati" perché vi si stabilirono, intorno all'anno mille una colonia di Benedettini. Qui eressero il loro povero convento e costruirono la cappella in stile gotico romano (anno 1234) dedicata a S.Egidio. Successivamnete arrivarono i Francescani (Clareni), i quali reintitolarono la cappella dedicandola a "Santa Maria Maddalena de Speculi. Il convento si sviluppava su due piani, la struttura arrivò ad ospitare fino a 16 frati. Luogo di ritiro e di difesa, restò attivo fino ai primi del 1600. Il convento era provvisto di tutto, avevano l'orto, la vigna, il frutteto e una sorgente d'acqua purissima. Entrando si accede in un atrio, al fondo del quale si erge l'edicola in pietra spugna. I Fraticelli, provvidero a rendere più agibili le rocce che a strapiombo si affacciavano sul Fiastrone. Si può, presupporre che essi prima .costruissero la cisterna per disporre di una abbondante quantità di acqua, necessaria per spegnere la calce che, unitamente all'argilla, costituiva l'ele~ento di base per cementare le pietre, utilizzate nella costruzione. Dopo la cisterna, probabilmente avranno edffièato i muri di sostegno del perimetro esterno, alcuni tuttora ben visibili, per poter disporre di un piano di appoggio stabile. AI primo si arrivava tramite una rampa di scale, tuttora intatte, che si ergono alla destra dell'entrata alla grotta; giunti alla sommità, rivolgendo lo sguardo verso destra e quindi contro la roccia, si notano i fori di appoggio delle travi che costituivano il solaio del sottotetto e del tetto. Le mura di sostegno si defilano lungo la roccia per una sessantina di metri e venticinque metri dall'entrata della grotta agli ultimi ruderi del convento. Un eremo di dimensioni notevoli. Nel 1652, in occasione della soppressione di alcune piccole comunità, il convento della Grotta fu affiliato a quello di Colfano, il cui superiore provvedeva, nei giorni festivi o ricordativi, al servizio religioso per i pastori e per i carbonai della zona. Nel 1944 alcune grotte furono usate dai partigiani per nascondersi dai nazisti. Finalmente il 9 aprile 1989, padre Natale insieme ai volontari, a testimonianza della spiritualità vissuta nella grotta, hanno posto una statua di San Francesco e la rappresentazione della Natività.
-Monumento ai Caduti
Monumento a memoria dei caduti durante la Seconda Guerra Mondiale.
-Rocca Col di Pietra
La rocca di Col di Pietra che si erge a picco sul fiume Fiastrone, segue le vicende del territorio al quale appartiene; di proprietà Casauriense prima e dei Varano poi (fin dalla seconda metà del sec XII!), ha scopo prettamente militare e difensivo. Oggi restano solo alcuni ruderi, che testimoniano la presenza della torre di guardia e di alcuni saloni voltati. Poco più in basso sorge il "Borgo di Col di Pietra" con la chiesa dedicata a "San Giovanni" (Sancti lohannis supe Flussorium: cioè sopra il Fiastrone) già citata in documenti del 995. Il borgo, nel corso dei secoli ha perso la struttura originaria; l'attuale configurazione, molto probabilmente, risale ai primi dell'ottocento.
Indirizzo Valle del Fiastrone
Proprietà: Discendenti dei conti Bozzi
il meteo

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